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Dal 29 luglio al 4 agosto 2019 un’esperienza culturale e di spiritualità, guidata dal dehoniano padre Giorgio Favero, ha coinvolto giovani provenienti da varie parti d’Italia.

“Chi conosce i miei figli per la prima volta, rimane sbalordito e incredulo quando li informo che sono entrambi autistici; questo ci inorgoglisce e ci scappa sempre una lacrima, pensando a ciò che abbiamo fatto per giungere fino qui”.

“Già arrivare in una struttura colorata, con giardino, alberi, giochi mi ha sollevato l'animo. Il personale gentile e sorridente, ci accoglie come se aspettasse solo noi e ci conoscesse da tempo e ci mette poco per farci sentire a casa”.

“Il lavoro di squadra fa tutta la differenza, tutti remiamo nella stessa direzione: medici, infermieri, terapisti, insegnanti, operatori, assistenti e noi genitori, che ci sentiamo meno soli e abbiamo tante occasioni di condividere le nostre preoccupazioni”.

“Quando mi scontro con le difficoltà legate al mio lavoro, penso agli occhi dei genitori che ascoltano le nostre proposte, all’impegno delle famiglie che partecipano ai nostri progetti di ricerca con la speranza di poter essere di aiuto alle famiglie che verranno dopo di loro”.

“E’ un modo di lavorare che risulta fruttuoso per i nostri pazienti, ma che fa crescere anche noi, ci insegna la vita, ci porta a rivedere la scala dei valori, ci fa leggere e affrontare anche le situazioni della nostra vita con occhi, pensieri e comportamenti nuovi”.

Dopo un iter pesante fatto di terapia intensiva e ricoveri ospedalieri, la speranza di una famiglia si riaccende grazie alla sede di Lecce e alla sensibilità dei suoi operatori.

La testimonianza di una mamma sul pellegrinaggio a Lourdes con La Nostra Famiglia. Non è stato un evento straordinario a rimanerle impresso nel cuore, bensì tanti piccoli gesti, semplici parole, quotidiani incontri, che le hanno restituito una pace grande, piena, vera.

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