L’architettura parte dall’ascolto - Ass. La Nostra Famiglia

L’architettura parte dall’ascolto

Una progettazione inclusiva deve accogliere le differenze, senza pietismi o paternalismi. Per questo occorre non smettere mai di farsi domande, come i bambini. Intervista a Giulio Ceppi, designer e architetto.

Giulio CeppiDesign for all, co-design, universal design… Chi non è addetto ai lavori, come me, poco sa di un movimento molto attento al rispetto della varietà umana, alla tutela dell’ambiente, dei diritti umani e delle libertà fondamentali e di un’architettura che non progetta sull’astrazione ma pensa all’individuo reale e alla sua inclusione. “La bellezza non salverà il mondo tout court, ma solo se si farà anche carico di avere cura della persona e dell’ambiente” ci spiega Giulio Ceppi, architetto, designer, docente al Politecnico di Milano e fondatore dello studio milanese Total Tool: “Alla base dell’architettura deve esserci una cultura del progetto e del bello, dove il bello non è una dimensione puramente estetica, ma soprattutto etica, di sostenibilità”.

Quindi l’architettura può essere strumento di integrazione?
Non solo può ma deve: deve essere inclusiva e per tutti, altrimenti sarebbe narcisismo fine a se stesso e diventerebbe un sacrario, un’autocelebrazione dell’architetto. Ho lavorato tanto per Autogrill: quando ho progettato Villoresi Est (il primo edificio in Italia con certificazione Design for all, ndr.) ho pensato ad un luogo per tutti, che sapesse accogliere le differenze, dai bambini agli anziani, dai motociclisti ai camionisti… Progettare ad hoc e ad personam vuol dire che ognuno ha un proprio luogo all’interno di uno spazio più ampio e in relazione con gli altri. Per questo l’architettura deve costruirsi anche dal basso: per capire chi la usa e perché, occorre mettere intorno al tavolo gli stakeholder che la abiteranno e la vivranno.

Quindi un’architettura inclusiva è un vantaggio per tutti?
Certo. Ho imparato proprio con le categorie più fragili, con quanti hanno problemi sensoriali piuttosto che di natura cognitiva, a progettare architetture che poi funzioneranno meglio per tutti. Senza pietismi o paternalismi, ma con l’interesse di rendere le cose più funzionali e offrire un servizio migliore. Una buona architettura la si produce solo attraverso l’ascolto, immedesimandosi negli altri, che ti aiutano dalla loro prospettiva e necessità particolari a migliorare le cose per tutti.

Cos’è il talento?
Non è un dono di natura, ma è un esercizio quotidiano, avendo la voglia di mettersi sempre in discussione. Si può essere più o meno portati in alcuni ambiti, ma il talento ha valore ed esiste soltanto se lo si esercita, se ci si aggiorna e ci si relaziona con gli altri. Il mio maestro Achille Castiglioni diceva che non puoi fare il designer se non sei curioso, se non continui a fare domande e a chiederti come i bambini: “Perché?”. Il talento fine a se stesso risponde ad una visione romantica e ingenua della professione. Il vero talento è una crescita continua, non è un punto di partenza.

A Milano in questi giorni c’è una mostra da lei curata che si può visitare con un Avatar. Ci racconta di cosa si tratta?

E’ la mostra Sociocromie, che racconta un secolo di storia partendo dai colori e da espressioni entrate nel gergo comune, come colletti bianchi, quote rosa o venerdì nero... E’ un modo per capire che il tempo ha un colore e viceversa i colori hanno un tempo. Ecco, in questa mostra per la prima volta in Italia abbiamo un Avatar, un alter ego robotico comandabile a distanza dal proprio pc: anche una persona con gravi disabilità sarà quindi in grado di muoversi all’interno degli spazi, parlare, ascoltare, vedere e interagire con il pubblico, per un’esperienza dall’intenso impatto relazionale.

Cristina Trombetti


Sociocromie: 100 anni in 25 colori
Una mostra curata da Giulio Ceppi - architetto, designer e fondatore dello studio milanese Total Tool - ripercorre 100 anni di storia attraverso il colore, il colore vivo della lingua parlata, che diventa fatto vissuto.
25 cromotipi raccontano eventi di natura politica, sociale, culturale e sportiva tra brigate rosse e black bloc, notte bianca e telefono azzurro, quote rosa e tute blu, green economy e black friday, pallone d'oro e maglia rosa fino alle più recenti zone rosse.
Dal 7 settembre 2021 al 10 aprile 2022
MILANO - Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

https://www.museoscienza.org/it/offerta/mostre-temporanee/sociocromie


 
 
VEst Lollipops H Autogrill di Villoresi Est. primo edificio in Italia con certificazione Design for all (premio Dedadalo Minosse e Premio per L’innovazione del Presidente della Repubblica Italiana), 2015