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Ognuno è perfetto

Al centro del successo della fiction disponibile su RaiPlay ci sono emancipazione, amore, ironia, voglia di vivere… e un cast formidabile formato da un gruppo di giovani attori con sindrome di Down.

Intervista a Valentina Venturin.

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Ha emozionato il pubblico senza mai cadere nella retorica: è la miniserie “Ognuno è perfetto”, andata in onda lo scorso anno su Rai 1 e ora disponibile su RaiPlay. A metà tra un road movie e un romanzo di formazione, la fiction narra l’avventura di un gruppo di ragazzi con sindrome di Down in un viaggio unico e indimenticabile che li vedrà attraversare frontiere e sfidare pregiudizi. Nei panni di Giulia, una ragazza romantica ma determinata, c’è Valentina Venturin, giovane attrice di Busto Arsizio.

Valentina, quasi 5 milioni di persone davanti alla tv per “Ognuno è perfetto”: lo sai che avete battuto anche la D’Urso?
E anche di tanto!

Quando hai iniziato a recitare?
Era il mio sogno fin da quando ero piccola, dai tempi di Non è la RAI. Ho iniziato a frequentare la cooperativa Solidarietà e servizi di Busto, poi l’Anaconda di Varese e Cura e riabilitazione di Milano. Nel 2006 ho fatto Gianburrasca, nel 2010 la Divina commedia e nel 2015 I miserabili. Siamo stati in diversi teatri: il primo è stato Varese, poi a Milano al Nazionale, al Carcano e al Manzoni e anche Busto, Gallarate e la Svizzera. E adesso sto facendo le prove per Racconto d’inverno, di William Shakespeare.

Quindi questo film non è capitato per caso…
Diciamo che non ci credevo più, quindi un po’ è arrivato per caso. Quando l’ho saputo sono saltata di gioia e mi sono detta “finalmente”!
Mi ha chiamato il coordinatore dell’Anaconda, perché il regista e il produttore stavano cercando gli attori nelle varie cooperative che facevano anche teatro. Ho detto di sì, mi hanno chiamata ed è andato tutto bene. Quindi non l’ho cercato ma mi sono fatta trovare pronta.

Hai dovuto superare una selezione?
Sì, ho fatto il casting. Ho fatto tre provini, ma già al secondo li avevo convinti.

Ti emozioni quando reciti?
L’emozione c’è sempre: se non c’è l’emozione cosa reciti a fare… Mi sono emozionata un sacco anche alla conferenza stampa a Torino, quando ho camminato sul red carpet.

E’ stata un’esperienza faticosa?
Come qualsiasi lavoro che si rispetti, faticoso lo è. Avevamo tante ore di ripresa, certe volte anche di notte, ma io e i miei amici avevamo talmente tanta grinta da dare che non sentivamo la fatica…

Com’è Edoardo Leo?
Simpatico, bravissimo e diciamo che è pure bello!

Tu interpretavi Giulia, un personaggio dolce e romantico ma molto determinato. Anche tu sei così?
Sì, mi ci vedo molto, sono proprio io. Quando mi hanno mandato la descrizione del personaggio, mi ci sono vista in pieno. Diceva che Giulia è romantica, ama i matrimoni e le feste e non ha mai avuto un fidanzato, proprio come me

Adesso quali progetti hai?
Il primo progetto è quello di trovare un lavoro stabile, anche se il mio sogno è quello di fare l’attrice, in teatro, in TV e anche nel cinema.

Che effetto ti ha fatto rivederti alla tele?
Un effetto bello e commovente. Portare a casa questo risultato mi ha arricchita dentro, perché in questa fiction ci sono vari argomenti che secondo me vanno affrontati: per esempio la disabilità, il divorzio dei genitori, il problema del lavoro. Aiuta i telespettatori a capire delle cose che magari non pensano, che non si vedono… almeno così si possono imparare, grazie alla televisione, delle cose che nella vita nessuno vuole sapere o vedere.

Cristina Trombetti