Giornata delle malattie rare: la partita si gioca sulla collaborazione

Ricerca e sperimentazioni cliniche ma anche necessità di una presa in carico più estesa che coinvolga famiglie, scuola e sport. La specialista Maria Grazia D'Angelo: «nei bambini sono coinvolte tutte le aree della vita».

«La malattia rara porta con sé un coinvolgimento di tutte le aree della vita di un soggetto che ne è affetto, tanto più se parliamo di un bambino», spiega la dottoressa Maria Grazia D’Angelo, Responsabile UOC Riabilitazione Specialista Malattie Rare del Sistema Nervoso Centrale e Periferico dell’IRCCS Medea di Bosisio Parini (Lc): «la famiglia, la scuola, gli ambienti extrascolastici ricreativi o sportivi, le strutture ospedaliere che monitorano o curano la patologia di base sono gli spazi nei quali si gioca la partita di supporto ed integrazione con una grossa ricaduta emotiva».

Una malattia è definita rara in base alla bassa prevalenza in una data popolazione - meno di 5 persone su 10.000 nell'UE -, ma collettivamente le malattie rare rappresentano un'emergenza sanitaria in relazione al fatto che in totale ne sono state identificate circa 7000-8000 e nel complesso colpiscono oltre 300-400 milioni di persone, pari al 6-8% della popolazione globale. Sono malattie croniche, per lo più su base genetica, e solo per un migliaio di queste esistono trattamenti specifici. In Italia si contano più di 2 milioni di malati rari, il 70% dei quali è in età pediatrica e il 40% è affetto da malattie che coinvolgono il sistema nervoso centrale e periferico e il muscolo.

All’interno del Medea, le malattie rare hanno occupato negli anni uno spazio sempre più significativo sia nell’ambito dei ricoveri nelle sedi ospedaliere sia nell’ambito delle sedi ambulatoriali: «l’avvento delle nuove tecnologie di diagnostica molecolare - prosegue la dottoressa D’Angelo - ha permesso di identificare un numero sempre maggiore di malattie rare a prevalente coinvolgimento del sistema nervoso, con la conseguente apertura di nuovi percorsi di ricerca e di sperimentazione clinica ma anche con la necessità di una presa in carico più estesa e coinvolgente diverse figure mediche e riabilitative».

Dai bandi Telethon alle piattaforme nazionali, a Bosisio Parini studi avanzati e trial clinici 
L’UOC Riabilitazione Specialista Malattie Rare del Sistema Nervoso Centrale e Periferico dell’IRCCS Medea di Bosisio Parini (Lc) combina l’attività clinica diagnostica e riabilitativa con la ricerca clinica e la ricerca di base, prevedendo quest’ultima una leadership del laboratorio.

I punti di forza dell’Unità sono la presa in carico del paziente con processi valutativi, riabilitativi e diagnostici, l’interazione con il territorio di residenza, la collaborazione con associazione di pazienti, la continuità tra attività clinica ed attività di ricerca e la partecipazione alle attività del centro di Coordinamento Regionale Malattie Rare e dell’Istituto Virtuale Nazionale Malattie Rare.

Diversi gli studi attivi presso il Polo di Bosisio Parini: il trial clinico internazionale ULYSSES, sponsorizzato da Italfarmaco, valuterà l’utilizzo del farmaco sperimentale givinostat per ridurre la degenerazione dei muscoli in ragazzi affetti da distrofia muscolare di Duchenne (DMD), non deambulanti.

Tra i progetti in corso c’è anche lo studio multicentricoTransizione all'età adulta nelle persone con distrofia muscolare: meccanismi di cognizione sociale, adattamento psico-sociale, salute mentale e strategie di adattamento”, di cui il Medea è capofila. Finanziato da Fondazione Telethon-UILDM, ha l’obiettivo di valutare la salute mentale, la cognizione sociale e la percezione dell'immagine corporea, nonché la capacità dei pazienti e dei caregiver di adattarsi ai cambiamenti legati alla malattia e ai vari bisogni personali e sociali.

Il Medea è tra i centri clinici coinvolti nella realizzazione di una piattaforma dedicata alla distrofia muscolare di Duchenne, promossa da Fondazione Telethon, che permetterà di organizzare in modo sistematico e coerente con gli standard più avanzati i dati di storia naturale raccolti in oltre quindici anni di studi clinici condotti in Italia.

Il team è inoltre coinvolto in numerosi studi multicentricI relativi a diverse forme di distrofie muscolari e malattie spinocerebellari e partecipa ad uno studio di raccolta dati di storia naturale di pazienti affetti da encefalopatie legate a mutazioni dei geni GRIN.

Studi multicentrici e sperimentazioni cliniche: l’approccio alle malattie rare del Medea di Conegliano
L’unità operativa complessa (UOC) di Epilessia e Neurofisiologia Clinica dell’IRCCS Eugenio Medea – La Nostra Famiglia di Conegliano (Tv) è impegnata da più di un ventennio nello studio e nel trattamento di patologie genetiche rare e rappresenta un punto di riferimento nazionale per la sindrome di Angelman, Dup15q, sindrome di Pitt-Hopkins e sindrome di Kleffstra, sindrome di Lennox-Gastaut, sindrome di Dravet, sclerosi tuberosa, sindrome IQSEC.

L’Unità negli ultimi tre anni ha investito risorse ed energie per un progetto di ricerca corrente finanziato dal Ministero della Salute, volto alla caratterizzazione dell’evoluzione del funzionamento cognitivo in queste sindromi. Di recente questo ha portato alla pubblicazione di un articolo scientifico su International Journal of Developmental Disabilities che ha evidenziato gli effetti benefici sulle traiettorie evolutive dei pazienti con sindrome di Angelman di un approccio di trattamento che includa non solo la farmacologia ma anche una stimolazione multisensoriale con più trattamenti non farmacologici (e.g., terapia occupazionale, psicomotoria, comportamentale, fisioterapia).

Il gruppo di ricerca sta ampliando ulteriormente gli studi cercando di collegare l’outcome clinico in questi pazienti con il funzionamento cerebrale, focalizzandosi sullo studio delle connessioni tra aree del cervello. L’obiettivo di questa ricerca è portare all’identificazione di biomarcatori che potranno essere usati come monitoraggio del funzionamento di una terapia.

Il team del Medea partecipa inoltre al progetto EAGER (European Autism Genomics Registry), per la costituzione di una coorte europea di 1.500 individui con condizioni genetiche rare, es. Angelman, dup 15, Pitt-Hopkins, Rett, e autismo, sottoposti a sequenziamento dell’intero genoma. L’obiettivo è facilitare la ricerca in tutta Europa, contribuire allo sviluppo di cure personalizzate per le persone autistiche e per quelle con patologie genetiche rare associate, migliorare la velocità e l'efficacia delle sperimentazioni cliniche e di conseguenza la qualità della vita dei pazienti.

Specificamente sulla sindrome di Angelman, nell’ambito dello studio clinico internazionale ALDEBARAN, sono in corso trials farmacologici controllati sull’uso dell’alogabat, sponsorizzato da Roche spa, e uno studio osservazionale multicentrico nazionale sul microbiota (Gut microbiota as a biomarker and drug target in patients with Angelman syndrome) promosso dalla Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro.

Sono in corso inoltre studi di descrizione del fenotipo e correlazioni genotipo/fenotipo di forme di epilessie genetiche (spesso monogeniche) e studi di approfondimento sulla SUDEP (Sudden Unexpected Death in Epilepsy), principale causa di morte nei soggetti con sindrome di Lennox-Gastaut, sindrome di Dravet.