Intelligenza artificiale: attenzione all’eccesso di fiducia

Utilizzo diffuso ma consapevolezza limitata. I risultati di un’indagine su 855 studenti dell’Erbese.

Quanto e come i giovani utilizzano l’intelligenza artificiale? In quali ambiti? Con quali emozioni?

A rispondere a questi interrogativi è il progetto Ai-Tizen, diventare cittadini on-life al tempo dell’intelligenza artificiale (AI), promosso dall'Assemblea Sinodale del Decanato di Erba per supportare i giovani e aiutarli ad usare questo strumento in modo creativo, consapevole ed etico.

Il progetto sperimentale, che vede la collaborazione di Fondazione don Caccia, Fondazione San Vincenzo, La Nostra Famiglia, Lo Snodo e Pastorale Giovanile del Decanato di Erba, nasce da un’indagine fatta sui giovani del territorio.

Hanno aderito spontaneamente 855 ragazzi: 122 studenti delle scuole secondarie di primo grado e 733 delle scuole secondarie di secondo grado e università.

I risultati: l’utilizzo aumenta con l’età
Oltre il 70% degli intervistati dichiara di avere una conoscenza abbastanza buona della AI, anche se la conoscenza tecnica delle sue componenti appare piuttosto ridotta. Il 70% di chi ha risposto non conosce il “deep learning” e oltre il 50% non sa cosa sia l’intelligenza artificiale generativa.

Non emergono significative differenze di genere, mentre nella fascia di età più adolescenziale o giovanile si evidenzia una maggiore conoscenza tecnica rispetto ai ragazzi della scuola secondaria di I grado.

La percentuale di utilizzo aumenta con il crescere dell’età, dal 23% dei dodicenni al 96% dei ragazzi della secondaria di II grado e degli universitari. Tra i più piccoli l’uso della AI avviene spontaneamente, in casa o in contesti liberi, dato che spinge a non sottovalutare l’importanza di una corretta informazione e formazione anche per i ragazzi pre-adolescenti”.

Il 76% dei ragazzi più grandi ritiene che gli ambiti maggiormente influenzati dalla AI siano l’intrattenimento (es. videogiochi, film), il 54,8% che siano l’educazione e la formazione, il 51,3% il lavoro e automazione. L’intelligenza artificiale è comunque vista come una grande opportunità in termini di efficacia, efficienza e sviluppo nuove professioni, anche se è chiaramente percepito il rischio sulla sicurezza e sulla intrusività nelle relazioni sociali.

Il gap tra la percezione e l’effettiva conoscenza
“Curiosità, stupore e meraviglia sono le emozioni prevalenti nei più piccoli, accompagnate in circa il 30% da paura e ansia - commenta Paola Colombo, psicologa dell’Associazione la Nostra Famiglia - mentre nei ragazzi più grandi prevale la curiosità con una maggiore articolazione dei sentimenti interni. L’analisi qualitativa di questo questionario fa emergere come gli studenti che hanno partecipato siano molto interessati alla AI ma è comunque presente un gap significativo tra la percezione delle proprie conoscenze e le effettive informazioni sulle componenti tecniche della AI. Questo fattore, unito al giudizio che reputa la AI un fattore di sicuro potenziale successo nella vita prestazionale e professionale è un indicatore che segnala il rischio di “overconfidence”: sovrastimare le proprie competenze e giudicare la IA un elemento fondamentale nella propria realizzazione prestazionale o professionale può portare ad un uso inappropriato o acritico degli strumenti di AI.”

Gli organizzatori: al centro ci sono i giovani
Come sottolinea Carla Consonni dell’Assemblea Sinodale del Decanato di Erba, «l’AI è emersa come una delle principali sfide del nostro tempo: è insieme opportunità e rischio e coinvolge molti ambiti della vita. Dai questionari emerge un utilizzo diffuso, ma una consapevolezza ancora limitata. Per questo abbiamo deciso di concentrarci sui giovani, attivando percorsi educativi concreti sul territorio».

«I dati – aggiunge Massimo Molteni de La Nostra Famiglia – mostrano soprattutto tra i più giovani una sovrastima delle proprie conoscenze: si usa l’AI senza comprenderla davvero. È fondamentale offrire esperienze formative che aiutino a capire cosa c’è “dietro” questi strumenti, trasformando il progetto in una risorsa stabile per le scuole e per il territorio».

«La grande adesione al questionario – spiega Simone Pelucchi, presidente de Lo Snodo – dimostra il forte interesse dei giovani verso questo tema. Come rete di realtà abbiamo scelto di parlare di intelligenza artificiale senza demonizzarla, ma aiutando i ragazzi a comprenderla».

Il 28 gennaio un incontro a Erba. A marzo laboratori nelle scuole
I prossimi passi del progetto vedono un primo incontro con gli specialisti il 28 gennaio alle 20.45 presso l’oratorio Santa Maria Immacolata a Erba. L’evento è gratuito ed è rivolto ai giovani dai 17 anni in su (per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Da marzo prenderanno avvio i laboratori nelle scuole, in collaborazione con il CREMIT – Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Innovazione e alla Tecnologia dell’Università Cattolica di Milano. Il percorso prevede quattro moduli laboratoriali e un focus group finale, per un totale di 120 studenti coinvolti presso il Liceo Carlo Porta, il Liceo Galileo Galilei e gli istituti Puecher e San Vincenzo.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno di BCC Brianza e Laghi, Fondazione Comasca e Comune di Erba.