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Contratti di lavoro: il messaggio inviato alle famiglie per ricostruire un percorso articolato e complesso

Cari Genitori e Utenti,

sono trascorsi settantaquattro anni da quando, nella primavera del 1946, i primi due bambini entrarono nella casa di Vedano Olona. Oggi “La Nostra Famiglia” accoglie nei suoi 28 Centri presenti in 6 Regioni, oltre 25.000 piccoli pazienti affidati alle cure del nostro personale medico e non medico, attestandosi così come una delle più importanti realtà per la cura e la riabilitazione delle persone con disabilità in età evolutiva.

Perché questa lettera alle famiglie

Dallo scorso febbraio “La Nostra Famiglia” ha adottato il Contratto Nazionale di Lavoro RSA-Centri di Riabilitazione, quindi specifico per i Centri di Riabilitazione, che prevede 2 ore settimanali in più rispetto al precedente contratto, arrivando così ad un orario settimanale di 38 ore, senza riduzioni dello stipendio per il personale assunto a tempo indeterminato al 31.01.2020.

Il 6 novembre, dopo alcuni mesi di difficile confronto con le Organizzazioni Sindacali, l’Associazione ha presentato la sua proposta conclusiva che conferma la scelta assunta a febbraio per circa 1600 dipendenti operanti nei Centri di Riabilitazione e nelle Direzioni Centrali e Regionali, e l’applicazione del CCNL Case di Cura, recentemente rinnovato, per circa 400 dipendenti impegnati in attività di cura e di ricerca afferenti all’Istituto Scientifico “Eugenio Medea”.

Fin dai primi giorni di febbraio vi sono state azioni di protesta, proseguite sino ad oggi, da parte dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali che hanno letto questa scelta come una dequalificazione della loro professionalità. All’Associazione sono stati attribuiti intenti speculativi in nome di prioritari interessi economici contrari al suo spirito fondativo, inefficienze gestionali riversate sui lavoratori e una scarsa consapevolezza delle possibili ricadute sulla qualità del servizio.

Ma come stanno realmente le cose? Vi invitiamo a dedicarci qualche minuto per conoscere il nostro punto di vista. Per noi è importante.

Partiamo da alcuni aspetti oggettivi, l’identità della nostra Associazione e il contesto di riferimento, quello cioè della sanità privata riguardante più specificamente i Centri di Riabilitazione e le Case di Cura.

 

I caratteri identitari dell’Associazione

“La Nostra Famiglia” è un ente non profit. Non distribuisce utili e, quando questi fossero realizzati, come prevede il suo Statuto, sarebbero reinvestiti integralmente nell’attività dell’Associazione.

L’Associazione non ha azionisti né investitori di riferimento che possano imprimere un orientamento diverso da quello contenuto nella sua missione originaria.

Gli organi decisionali de “La Nostra Famiglia” fanno riferimento solo all’Istituto Secolare delle Piccole Apostole della Carità, nato insieme all’Associazione nell’immediato dopoguerra, grazie all’opera del Beato Luigi Monza.

Nel corso degli anni le perdite di bilancio, anche quando rilevanti, sono sempre state riassorbite grazie al patrimonio dell’Associazione e, in misura minore, grazie a donazioni private, per loro natura non prevedibili.

È solo alla luce di queste coordinate, che può essere interpretata ogni scelta dell’Associazione.

Il contesto di riferimento

La situazione di generale criticità nel comparto sanitario è evidente a tutti e non ci riferiamo tanto all’emergenza sanitaria da Covid-19, sensibilmente impattante ma almeno temporalmente circoscritta, quanto alle difficoltà delle Regioni ad adeguare i trasferimenti economici destinati a remunerare l’attività delle strutture sanitarie in particolare quella di riabilitazione; contemporaneamente viene richiesto alle stesse strutture di soddisfare requisiti strutturali, organizzativi e gestionali sempre più elevati cui corrisponde un aggravio dei costi di gestione.

In questo contesto di difficoltà viene da più parti rappresentato come soluzione l’impegno di Governo e Regioni a coprire il 50% dei maggiori costi derivanti dall’aumento retributivo previsto del CCNL Case di Cura. Va precisato che, non tutte le Regioni in cui siamo presenti hanno emanato atti concreti al riguardo e in ogni caso, riguarderebbero solo il personale che opera in ambito ospedaliero e non quello dei Centri di Riabilitazione.

Purtroppo, per la nostra Associazione, prevalentemente composta da Centri di Riabilitazione, anche quando venisse corrisposta, tale parziale copertura dei costi rappresenterebbe un aiuto del tutto marginale.

Il contratto adottato dall’Associazione per il personale dei Centri di Riabilitazione

È in questo quadro complessivo che “La Nostra Famiglia” ha deciso di agire, applicando per circa 1600 dipendenti operanti nei Centri di Riabilitazione e nelle Direzioni Centrali e Regionali, il contratto per i Centri di Riabilitazione, sottoscritto fin dal 2012 da Cisl FP e Uil FPL, due delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale e aziendale.

L’applicazione di tale contratto, coerente con la natura prevalente dei servizi erogati dall’Associazione – le strutture de “La Nostra Famiglia” sono infatti per oltre l’80% Centri di Riabilitazione – è innanzitutto un atto di responsabilità maturato all’interno di una visione di lungo periodo, consapevole delle criticità di sistema, ma fiduciosa della capacità dell’Associazione di dare continuità alla propria storia per poter preservare tutto ciò che di positivo rappresenta per i bambini e i ragazzi che accedono ai nostri Centri e per le loro famiglie, per i suoi dipendenti e per i territori dove è presente.

La salvaguardia dei livelli occupazionali, tanto più in un periodo storico dominato dall’incertezza, la volontà di continuare a garantire servizi di qualità alle persone in cura, la volontà di mantenere l’impegno di innovazione che da sempre caratterizza l’Associazione, sono i cardini sui quali si poggia la scelta dell’Associazione.

Ne sono testimonianza la stabilizzazione di giovani ricercatori, in tempi di tagli istituzionali sulla ricerca, gli investimenti, non solo nei nostri Centri più grandi, in tecnologie per la riabilitazione per dotare il nostro personale di strumenti d’avanguardia, la realizzazione di nuovi Centri e l’adeguamento di alcuni di questi laddove le strutture esistenti non erano più funzionali, senza mai ipotizzare, anche in quelle circostanze, operazioni di trasferimento e/o riduzione degli organici. Ciascuno di voi frequentando i Centri dell’Associazione, avrà probabilmente avuto modo di riconoscere, oltre alla competenza e alla sensibilità del personale, il nostro impegno orientato alla qualità dei servizi, al superamento delle inefficienze organizzative e alla ricerca di una sostenibilità di lungo periodo.

Le proteste dei lavoratori

Ritornando alle reazioni degli operatori, forse la domanda che vi state ponendo ora è la seguente: “ma in definitiva, gli operatori non hanno qualche valida ragione per lamentarsi?”.

La risposta è sì. Il grande ritardo nei tempi di rinnovo del CCNL Case di Cura, arrivato solo dopo 14 anni, a riprova delle difficoltà in cui versa l’intero sistema sanità, non può essere infatti ignorato.

Lo scontento manifestato dai lavoratori non ci lascia indifferenti, e anche per questo, tra il 10 e il 13 novembre, l’Associazione ha organizzato 12 incontri in videoconferenza aperti a tutti i circa 2000 operatori dei 28 Centri.

Chi vi scrive, oltre a chiarire le ragioni alla base delle scelte compiute, ha potuto ascoltare direttamente le preoccupazioni dei lavoratori, i quali hanno motivato la loro contrarietà con riferimenti al contesto generale e a situazioni particolari che meritano indubbiamente grande attenzione. Gli incontri hanno permesso all’Associazione di rispondere ai diversi rilievi, confermando inoltre la volontà di riconoscere comunque un adeguamento retributivo ai lavoratori interessati dall’applicazione del Contratto di Lavoro dei Centri di Riabilitazione, ancorché senza alcun obbligo contrattuale al riguardo.

“La Nostra Famiglia” intende onorare questo impegno ed è pronta a individuare con i rappresentanti sindacali le modalità e le forme tecniche per poterlo fare.

Concludiamo con un invito a soffermarci su un punto chiave rivolto a voi genitori, ai lavoratori e a noi stessi, “Sarebbe stato possibile far fiorire sensibilità e professionalità all’origine della nostra storia senza la partecipazione di entrambe le componenti, la dedizione degli operatori e l’interpretazione della missione da parte dell’Associazione, con la creazione di quelle precondizioni umane e strutturali rese disponibili, e mai messe in discussione, all’interno della Nostra Famiglia? Noi in realtà vediamo un solo percorso, un cammino unitario, che ha generato, in oltre settant’anni, tanto bene per i nostri piccoli pazienti e per le loro famiglie. Un patrimonio umano da preservare con scrupolo e responsabilità”.

Vi ringraziamo per aver voluto dedicarci un po’ del vostro tempo, un cordiale saluto.

                           La Presidente                                                     Il Direttore Generale
                            Luisa Minoli                                                         Marcello Belotti